Sistema scolastico

Il sistema scolastico italiano e la sua qualità sono definiti da quattro caratteristiche principali:

  • Qualità dell’apertura alla società
  • Qualità della cultura
  • Qualità delle relazioni umane
  • Qualità strutturale

Un sistema scolastico efficiente è rappresentato da una struttura all’interno della quale sia presente una cultura viva e piena di senso proprio, in grado quindi di appassionare gli studenti e creare delle relazioni umane capaci di arricchire reciprocamente, senza alcuna ipocrisia e violenza al suo interno. Bisogna inoltre tener conto che le scuole non debbono essere ambienti asettici e a sé stanti, ma partecipare ad una vita sociale della quale devono essere parte e alla quale devono contribuire, in modo che le strutture scolastiche divengano una vera e propria risorsa per la società nel suo intero.

Ora bisogna quindi comprendere quale sia la qualità della cultura all’interno delle istituzioni scolastiche italiane, soprattutto visto che si tratta di un argomento lungamente dibattuto data la grossa crisi culturale che ormai continua da decenni. In molti ritengono che il problema fondamentale risieda nel fatto che all’interno delle scuole non si crea più, o forse addirittura non si è mai creata, una vera e propria cultura autentica.

Alla base di questa problematica stanno quindi i docenti italiani, che si ritengono coloro in grado di formare le nuove generazioni in merito a quello che viene definito il “pensiero critico”. Questi docenti sono però realmente in grado di formare le menti delle nuove generazioni? Nella maggior parte dei casi la risposta è purtroppo negativa, data la mancanza di conoscenza intrinseca da parte dei docenti stessi, che molto spesso si vedono catapultati all’interno di una realtà che non conoscono, e spesso devono insegnare materie per le quali non sono preparati.

Proprio per questa ragione, e per la struttura stessa delle istituzione scolastiche, è la scuola stessa a favorire il conformismo e il pensiero convergente, piuttosto che il fondamentale pensiero analitico e critico. In questo modo gli studenti vengono ad apprendere conoscenze nozionistiche, spesso apprese a memoria, piuttosto che ragionare e farsi un’idea propria rispetto al mondo circostante e ogni singolo argomento proprio delle lezioni. I docenti molto spesso non sono in grado di incentivare gli studenti ad analizzare gli argomenti, e si limitano semplicemente a spiegare come da manuale, senza prestare particolare attenzione all’analisi personale di ogni singolo alunno, ma prestano piuttosto attenzione alla capacità mnemonica mostrata dagli studenti.

Questo è sostanzialmente lo schema dominante all’interno delle istituzioni scolastiche italiane, ed è quindi facile comprendere che in questo modo non sia possibile creare una vera e propria formazione intellettuale. Si tratta però di uno schema talmente utilizzato e dominante che in molti docenti non si pongono nemmeno la problematica rispetto a quale potrebbe essere una modalità differente d’apprendimento e spiegazione. Siamo quindi ancora fermi alla lezione frontale classica, dove all’interno dell’aula esiste una lezione ben strutturata, durante la quale il professore parla, gli studenti devono semplicemente ascoltare ed assimilare, per poi ripetere a memoria quello che hanno appreso, senza però analizzare nel profondo i concetti che sono stati loro spiegati.